Lo Spin Time è stato dichiarato inagibile dopo un incendio

Nicola Caprera
Cronaca
31/07/2026

Da mercoledì sera circa 400 persone sono costrette a rimanere fuori dallo Spin Time Labs, l'ex edificio occupato di via Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino di Roma, dichiarato inagibile dopo un incendio. Il rogo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato provocato da un cortocircuito, ma gli accertamenti sono ancora in corso. Nel frattempo, gli occupanti attendono di conoscere il proprio futuro, mentre sullo stabile, già da tempo al centro del dibattito, pendono provvedimenti di sequestro e l'ipotesi di uno sgombero. Ai microfoni di Radio Roma Sound, Emiliano Pretto, giornalista de La Repubblica, ha fatto il punto sulla vicenda e sulle possibili prospettive. 

Un episodio che riaccende il caso delle occupazioni abusive

"Lo Spin Time è un edificio che si trova nel centro di Roma, all'Esquilino, occupato da tredici anni da circa 400 persone che fino a due giorni fa vivevano nel palazzo con finalità abitative.

Gli occupanti raccontano di un piccolo corto circuito nell'impianto elettrico, domato da loro stessi e poi messo in sicurezza dai Vigili del Fuoco, che successivamente hanno dichiarato lo stabile non agibile.

Fortunatamente l'incendio non ha distrutto il palazzo, ma sarebbe potuto andare molto peggio, considerate anche le condizioni dell'immobile."

"Una vera e propria bomba sociale" 

Secondo Pretto, al di là del dibattito politico sulle occupazioni, l'emergenza riguarda ora le centinaia di persone rimaste senza una sistemazione.

"Al di là delle posizioni politiche questa è una vera e propria bomba sociale, perché un conto è parlarne quando è tutto sotto controllo, un altro è ritrovarsi con 400 persone per strada. Credo che gli occupanti difficilmente riusciranno a rientrare nel palazzo in tempi brevi: è una sensazione piuttosto diffusa, anche se la loro speranza è quella di poter tornare nello stabile."

Lo stabile sotto sequestro e l'ipotesi del Comune 

La situazione, inoltre, si intreccia con i procedimenti già aperti sullo stabile e con il progetto avanzato dal Campidoglio.

"Su questo edificio pendono due provvedimenti di sequestro della magistratura. Da anni il palazzo è ai primi posti nella lista della Prefettura degli immobili da sgomberare.

Da ieri la Polizia è all'interno dello stabile e sono in corso anche delle perquisizioni. In queste condizioni, con un immobile non a norma e per di più occupato, non c'è nessun dirigente della Prefettura o della Protezione Civile che possa firmare un'autorizzazione per consentire il rientro delle persone.

Non ci sono ancora conferme definitive sull'ok alla proposta del Comune di acquistare lo stabile. L'unica soluzione resta quella avanzata dal Campidoglio, un modello simile a quello di Porto Fluviale 2.0, cioè un immobile occupato poi riqualificato attraverso un bando. Un percorso che, però, in passato ha richiesto tra un anno e mezzo e due anni."